Informazioni votazione

Il 10 giugno 2018 i cittadini italiani con età superiore ai 18 anni saranno chiamati a votare per scegliere il nuovo sindaco e i consiglieri comunali di Ancona.
La legge prevede una prima sessione elettorale Domenica 10 giugno a seguito della quale verrà designato direttamente il nuovo sindaco nel caso il candidato vincente abbia superato il 50% degli elettori votanti + 1 voto. Sarà necessaria invece una seconda sessione o turno elettorale, previsto per il 24 giugno, nel caso in cui nessun candidato dovesse superare al primo turno la soglia della maggioranza assoluta. Parteciperebbero al turno di ballottaggio solo i due candidati che hanno ottenuto più voti nella prima sessione elettorale. Il ballottaggio azzera i valori del primo turno e sarà eletto chi prenderà più voti al secondo turno di ballottaggio tra i due candidati rimasti.
I consiglieri saranno eletti direttamente al primo turno, ma il numero preciso di chi entrerà nel consiglio comunale dipenderà anche dall’esito finale dell’eventuale ballottaggio poiché il candidato vincente avrà in dote anche una quota proporzionale di seggi in più come premio di maggioranza.
Quando si vota:
Le elezioni amministrative per il comune di Ancona si svolgeranno domenica 10 giugno 2018 con eventuale secondo turno di ballottaggio domenica 24 giugno 2018.
Come si vota:
Ad Ancona, come in tutti i comuni con più di 15.000 abitanti, al seggio elettorale l’elettore ha una scheda con i nomi dei candidati sindaci. Accanto al nome di ogni candidato sindaco c’è il simbolo di una o più liste che lo appoggiano. Accanto al simbolo di ogni lista c’è infine lo spazio per indicare eventualmente il nome del candidato al consiglio comunale, una o due preferenze che nel caso devono essere di genere diverso, un maschio e una femmina.
Varie possibilità di voto:
  • Nel caso voglia votare per un candidato sindaco ma non per uno dei partiti che lo sostengono, l’elettore può tracciare la croce solo sul nome del candidato sindaco: in questo caso il voto va solo al candidato sindaco e non anche alla lista.
  • Si può anche tracciare un segno solo sul simbolo della lista: in questo caso però il voto è attribuito sia alla lista che al candidato sindaco.
  • Si può tracciare un simbolo sia sul nome del candidato sindaco che su una delle liste che lo appoggiano.
  • Infine è possibile anche votare per un candidato sindaco e per una lista collegata a un candidato sindaco diverso (il cosiddetto voto disgiunto): un meccanismo studiato per suggerire ai vari partiti ad accordarsi sul nome di un candidato sindaco “di valore” in grado di raccogliere consensi anche agli schieramenti avversari.
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Eventuale ballottaggio:
Ad Ancona è quindi eletto sindaco il primo candidato che ha superato il 50% più uno dei voti nella prima sessione elettorale (e quindi unica). Se le liste collegate al candidato vincente hanno superato il 40% dei voti (e nessuna altra coalizione di liste, o lista, ha superato il 50% dei voti), ottengono il 60% dei seggi. Gli altri seggi vengono distribuiti tra le altre liste (che hanno però superato almeno il 3%) in proporzione ai voti ottenuti. I seggi vengono distribuiti alle liste in base ai voti ottenuti, e assegnati ai candidati in base alle loro preferenze ottenute.
Se nessun candidato sindaco supera il 50% più uno dei voti, si va il 24 giugno al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto più voti. Tra primo e secondo turno (ma al massimo entro sette giorni dal primo turno) è possibile stringere alleanze (i cosiddetti apparentamenti) con liste escluse dal secondo turno. Le liste che appoggiano il candidato eletto sindaco al secondo turno ottengono il 60% dei seggi.
Sindaco eletto senza maggioranza in consiglio:
A causa del possibile voto disgiunto si può verificare che un candidato sia eletto sindaco ma senza relativa maggioranza in consiglio comunale. Il sindaco in questo caso entra comunque in carica, essendo eletto direttamente dai cittadini non ha bisogno del voto di fiducia del consiglio. Chiaramente il suo lavoro di amministratore si complica dato che per approvare i singoli provvedimenti deve ottenere ogni volta il voto anche da consiglieri delle liste che non lo hanno sostenuto.