Stefano Tombolini

Tutta la mia coalizione, con le due civiche 60100 e Servire Ancona e con le forze politiche di centro destra Lega, Forza ItaliaFratelli d’Italia eUdc, vuole con determinazione una città condivisa, partecipata e sicura. E così il primo vero momento di condivisione e di partecipazione è proprio quello relativo alla qualità del programma, alla progettualità messa in campo perché la città possa guardare con maggiore serenità al proprio futuro. Del resto, oggi ad Ancona gli over 65 rappresentano oramai più del 25% della popolazione mentre gli immigrati a macchia di leopardo popolano quasi interi quartieri, dalla stazione agli Archi, da Piano San Lazzaro a Posatora.

Questa è l’immagine di una città che invecchia nella insicurezza, che sta perdendo la propria identità. Di una città cosmopolita da sempre solidale ed accogliente che purtroppo oggi vede sgretolarsi il proprio tessuto socio-economico. Da città operaia a città del terziario e del commercio oggi ha nell’ateneo (15 mila studenti) e nella sanità i cardini della propria asfittica economia. Giovani senza lavoro e senza un futuro, famiglie a basso reddito che vivono nella indeterminatezza, anziani che non si possono neppure curare ma che anzi sono paradossalmente costretti ad aiutare figli e nipoti con le loro povere pensioni. Questa è la foto drammatica dell’Ancona lasciata dalla renziana Mancinelli, dal Pd e dai suoi vassalli.

Questa è l’Ancona spenta dalle clientele e dalla spocchiosa supponenza egemonica di chi purtroppo l’ha sgovernata e snaturata dissipando le già scarse risorse economiche a disposizione. La nostra Ancona sarà appunto condivisa, partecipata e sicura. Il ruolo del Comune non sarà più neutro bensì propositivo e coinvolgente. La nostra sarà una città dove i giovani dovranno avere opportunità di lavoro, dove i cittadini saranno sicuri, dove le famiglie saranno aiutate, dove gli anziani non saranno soli. Ma sarà anche una città chiamata a riprendersi il proprio ruolo di capoluogo di regione ed a legare la propria crescita puntando su di una diversa qualità della vita, cercando di non lasciare indietro i più deboli. Ma anche una città capace d’essere microarea metropolitana sinergica, faro naturale per i comuni vicini. #èoradicambiare

E questa è la nostra Ancona, una città condivisa, partecipata e sicura.



Giovani e lavoro: Duecento giovani assunti con contratto annuale rinnovabile per censire le nuove cittadinanze e gli alloggi sfitti oltre che per aiutare gli anziani e garantire il presidio del territorio.

Sicurezza: Interventi finalizzati alla sicurezza della città e delle frazioni installando termocamere che consentono di osservare chiaramente il traffico e l’ambiente anche nella totale oscurità. Potenziare adeguatamente il Corpo di polizia municipale prevedendo anche un servizio che copra anche la fascia notturna garantendo così una reale interazione con tutte le forze dell’ordine

Casa e famiglia: Più case popolari alle famiglie anconitane modificando il bando di assegnazione in base alla proporzionalità; assegno di genitorialità a chi ha solide radici nella nostra città, sostegno agli anziani e ai nuclei con disabilità in casa.

Partecipazione: Referendum propositivo senza quorum per evitare casi come quelli della antenna totem di Collemarino. Comune con meno burocrazia e più efficienza.

Progettazione: Il boulevard su via 29 settembre quale naturale prosecuzione della spina dei corsi. La piscina olimpionica nell’area ex campo di calcio in piazza d’Armi ma anche Il pieno recupero di alcuni dei contenitori che da anni rappresentano ferite profonde nel tessuto storico ed urbanistico del capoluogo.

Urbanistica e mobilità: Zero consumo del territorio e mobilità morbida per ridurre l’inquinamento. Nuova articolazione del trasporto pubblico.
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